Benvenuti a Civita, paese italo-albanese. Mirë se na erthëtit Çivit, katund Arbëresh

comune di civita - bashkia e Çiftit

La festa del nuovo sindaco di Civita Alessandro Tocci

Un pò di storia

Nel cuore del Parco del Pollino “il paese tra le rocce” così definito per le immense montagne verdi che circondano la sua vallata, è uno scrigno che custodisce le antiche tradizioni del popolo arbëresh.
Diversi eventi hanno segnato la storia di questo popolo, ai continui invasori e dominatori, il popolo che abitava l’Albania ha sempre saputo rispondere con la dignità, il valore e l’orgoglio di appartenere ad una stirpe fedele ai valori dell’onore e del coraggio.
Alla morte di Skanderbeg si registrò la fuga dalla loro patria e la scelta dei lidi italiani come rifugio, non formarono una sola città, ma crearono numerose piccole comunità. Nato intorno al 1480, lungo l’antico itinerario già percorso dal popolo dei Sibariti verso il Pollino, nei pressi del Castrum Sancti Salvatoris, esso ci offre un paesaggio mozzafiato, la vegetazione unica, con piante centenarie che potrebbero raccontare chissà quali preziose testimonianze delle bellezze della natura e del tempo che scorre lento stretto tra le rocce, come a voler preservare le sue ricchezze e le unicità dei suoi paesaggi naturali, che hanno fatto di Civita nel tempo, uno degli insediamenti più belli della Calabria interna, che si distingue anche per la struttura urbanistica fatta di viuzze e slarghi che si intersecano le une nelle altre, ma soprattutto per la varietà dei suoi comignoli, veri e propri capolavori artistici.
Non si sa con precisione quando cominciò questa tendenza, ma i “Maestri" erano soliti firmare la costruzione di una nuova casa con un nuovo comignolo, diverso da tutti gli altri già esistenti.
Datare i comignoli è difficile: i più caratteristici furono costruiti tra fine Ottocento e inizio Novecento, ma ve ne sono anche di più antichi.
Il folklore autentico trova la sua massima espressione nelle danze tradizionali del martedì dopo pasqua, ma anche la liturgia bizantina che con i suoi gesti, le sue forme e le sue cerimonie accompagna l’intero anno liturgico, scandito da una serie di festività di grande interesse antropologico.

La liturgia bizantina è particolarmente ricca e solenne è cantata così come l’ha codificato San Giovanni Crisostomo. Gli Albanesi d’Italia sono cattolici di rito bizantino e si differenziano per la caratteristica liturgica e per l’uso delle icone che sostituiscono le statue.
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