Benvenuti a Civita, paese italo-albanese. Mirë se na erthëtit Çivit, katund Arbëresh

comune di civita - bashkia e Çiftit

14-4-2015 - Partono i lavori di riqualificazione del piccolo centro arbëresh

Un’altra occasione di sviluppo per la comunità arbëreshe di Civita, venerdì 27 marzo si è proceduto alla consegna all’impresa aggiudicataria i lavori di Recupero e Riqualificazione della “Casa Kodra e dell’itinerario dei comignoli per la realizzazione di un laboratorio di arti e mestieri della cultura arbëreshe” denominato “Universo Comune” finanziato con fondi PISL nella linea di intervento “Contrasto allo spopolamento”.I suddetti progetti mirano a migliorare la qualità della vita,la competitività e l’attività dei sistemi territoriali non urbani tramite Progetti Integrati in grado di valorizzare risorse e specificità locali e contrastare il declino delle aree interne e marginali. Non solo la realizzazione di opere pubbliche tra cui nuove infrastrutture,ma anche la manutenzione,il recupero,il restauro ,l’ampliamento ed il completamento di infrastrutture esistenti. E’ questo ha affermato il primo cittadino Alessandro Tocci,il primo tassello di un grande progetto che mira soprattutto alla promozione turistica e all’accoglienza data la presenza di numerose strutture ricettive B&B e ristoranti. leggi tutto

Flavia D’Agostino

14-4-2015 - Firmato il protocollo d’intesa per l’affidamento del rifugio Colle Marcione

Nella Sala Consiliare del Comune di Civita nei giorni scorsi è stato firmato il Protocollo d’Intesa per l’affidamento del Rifugio Colle Marcione per la valorizzazione ambientale nonché naturalistica e funzionerà da centro antincendio. Sito nel Comune di Civita in località Folloreto a circa 1200 m.s.l.m nell’alta valle del torrente Raganello, ai piedi di alcune delle vette più alte del Parco, per la sua posizione la struttura è un punto di riferimento per il chiunque visiti l’area montana essendo collocata anche su un crocevia sentieristico recentemente realizzato dalla Sezione CAI di Castrovillari. leggi tutto

Flavia D’Agostino

7-4-2015 - Vallje 2015

Nonostante Giove Pluvio si è svolta con successo la giornata dedicata alle vallje 2015. Ricco il programma delle manifestazioni sacre e profane,che hanno avuto inizio il mercoledì giorno in cui,nella tradizione popolare è ancora viva l’usanza di portare in chiesa il grano germogliato durante il periodo quaresimale,che servirà ad abbellire il sepolcro di Cristo,in realtà la struttura maestosa in origine era un monumento all’eucaristia,ma la coscienza popolare lo ha rivissuto e lo percepisce tuttora come la tomba di Cristo che simboleggia la sua sepoltura e Resurrezione (il grano al buio che germoglia).Un senso di gioia si può osservare tra la popolazione la domenica mattina alle ore 5.00,quando tutti i fedeli si riuniscono sul sagrato della chiesa,e con i ceri accesi e con mesta solennità seguono il sacerdote che inizia il canto,e avvicinandosi al portone centrale batte per tre volte la croce sulla porta, ripetendo la formula liturgica del rito bizantino “Aprite le porte”. All’interno della chiesa il demonio “djalli”chiede : “chi è questo Re della Gloria?” alla risposta “il Signore degli eserciti è il Re della Gloria” le porte si spalancano il demonio scompare e i fedeli entrano in chiesa al canto del Cristòs Anesti -Cristo Risorto, (Kristòs anesti ek nekron thànato thàanaton patisas kie tis en tis mnimasi zain charisàmenos) ripetuto infinite volte nella mattina di Pasqua. Nella tradizione durante la settimana santa vengono cantate le Kalimere dal greco Kalimera “buongiorno” composizioni poetiche tramandate da secoli che hanno un intrinseco valore poetico nella nostra letteratura popolare. Molti di questi canti sono anonimi altri sono dovuti a noti poeti della letteratura albanese come Giulio Variboba. Nella kalimera il popolo è protagonista,attore,creatore del racconto nel quale con molta facilità inserisce credenze,situazioni,immagini della vita quotidiana.

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Flavia D’Agostino

Un pò di storia

Nel cuore del Parco del Pollino “il paese tra le rocce” così definito per le immense montagne verdi che circondano la sua vallata, è uno scrigno che custodisce le antiche tradizioni del popolo arbëresh.
Diversi eventi hanno segnato la storia di questo popolo, ai continui invasori e dominatori, il popolo che abitava l’Albania ha sempre saputo rispondere con la dignità, il valore e l’orgoglio di appartenere ad una stirpe fedele ai valori dell’onore e del coraggio.
Alla morte di Skanderbeg si registrò la fuga dalla loro patria e la scelta dei lidi italiani come rifugio, non formarono una sola città, ma crearono numerose piccole comunità. Nato intorno al 1480, lungo l’antico itinerario già percorso dal popolo dei Sibariti verso il Pollino, nei pressi del Castrum Sancti Salvatoris, esso ci offre un paesaggio mozzafiato, la vegetazione unica, con piante centenarie che potrebbero raccontare chissà quali preziose testimonianze delle bellezze della natura e del tempo che scorre lento stretto tra le rocce, come a voler preservare le sue ricchezze e le unicità dei suoi paesaggi naturali, che hanno fatto di Civita nel tempo, uno degli insediamenti più belli della Calabria interna, che si distingue anche per la struttura urbanistica fatta di viuzze e slarghi che si intersecano le une nelle altre, ma soprattutto per la varietà dei suoi comignoli, veri e propri capolavori artistici.
Non si sa con precisione quando cominciò questa tendenza, ma i “Maestri" erano soliti firmare la costruzione di una nuova casa con un nuovo comignolo, diverso da tutti gli altri già esistenti.
Datare i comignoli è difficile: i più caratteristici furono costruiti tra fine Ottocento e inizio Novecento, ma ve ne sono anche di più antichi.
Il folklore autentico trova la sua massima espressione nelle danze tradizionali del martedì dopo pasqua, ma anche la liturgia bizantina che con i suoi gesti, le sue forme e le sue cerimonie accompagna l’intero anno liturgico, scandito da una serie di festività di grande interesse antropologico.

La liturgia bizantina è particolarmente ricca e solenne è cantata così come l’ha codificato San Giovanni Crisostomo. Gli Albanesi d’Italia sono cattolici di rito bizantino e si differenziano per la caratteristica liturgica e per l’uso delle icone che sostituiscono le statue.
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Civita

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