Per
raccontare la storia del vino bisogna andare molto lontano
nel tempo, sembra infatti che la “Vitis vitifera” a cui
appartengono quasi tutte le moderne varietà di frutto bianco
e rosso abbia abitato il nostro pianeta da milioni di anni
e che addirittura fosse una delle prime piante a crescere
spontaneamente, le prime testimonianze della pratica delle
viticoltura ci giungono dal libro della Genesi, quando Noè
finito il diluvio universale attraccò a terra, piantò la
vite, e si ubriacò del suo vino. Risalire alla data di
nascita del vino, è praticamente impossibile, in quanto la
storia delle bevande fermentate, ha inizio in tempi che non
hanno lasciato dietro di loro documenti che attestano la
presenza del vino in quanto tale, i primi documenti
risalgono alla fine del IV millennio a.C nella Mesopotamia
meridionale, mentre per avere una visione più precisa
bisogna attendere il X e VIII secolo a.C .
Con l’emergere di altre civiltà, la viticoltura e la
vinificazione si affermarono in Europa, in particolar modo
lungo le coste del Mediterraneo, grazie ai Fenici e,
soprattutto ai Greci. Nella letteratura greca in particolare
nell’Odissea,Omero racconta della furbizia di Ulisse che
riuscì a sfuggire al ciclope Polifemo, facendolo ubriacare
con un bicchiere di vino puro. Al vino presso i greci fu
data un’aurea di sacralità,tanto che questi che veneravano
Dionisio ,il Dio del vino,dedicarono,le feste dionisiache,
feste caratterizzate da cori ,danze e naturalmente vino. La
presenza del vino nella mensa della Grecia Antica, era
simbolo di prestigio sociale, poiché la produzione e la
lavorazione del prodotto richiedeva terreni e materiali
costosi, ecco perché si parla della Grecia come la prima
grande terra del vino. Furono proprio costoro ad esportare
la produzione della vite in Italia in cui era conosciuta
solo la qualità selvatica. Qui la produzione del vino si
diffuse così tanto da chiamarla Enotria (terra del vino), a
Sibari fu costruito un vero enodotto cioè un condotto di
argilla che convogliava il vino nella zona portuale dove
veniva poi imbarcato. Gli Etruschi ,oltre ai Greci diedero
maggiore impulso alla diffusione della viticoltura.
L’importanza del vino e la sua produzione, continuò anche
nei secoli bui del Medioevo.
Chi seppe riempire questo vuoto fu la chiesa furono
infatti i monaci Benedettini i quali nei monasteri
,piccole oasi di pace,protetti da alte mura si coltivavano
ortaggi, ma anche la vite essi infatti furono i maggiori
produttori di vino ma ahimè anche consumatori,essi
insegnarono le tecniche della viticoltura e della
vinificazione,la vigna divenne il simbolo di ricchezza,il
mondo civile fece propria la vite assunta a simbolo della
cristianità,nei Vangeli il vino è l’elemento presente ed
essenziale dalle “Nozze di Cana” fino all’episodio
“Dell’Ultima Cena”.Da questo momento il vino che rallegra
l’anima diviene il simbolo profondo di un momento
sacrificale,il vino e il pane che diventano il corpo e il
sangue di Cristo. E la produzione continua ancora oggi.
L’Italia è infatti un ottima produttrice di vino, uno dei
prodotti più venduti nel mondo. Il vino non può essere
considerato solo una bevanda è cultura,,tradizione, è
legato al territorio in cui viene prodotto, alla sua
geografia alla sua storia,fenomeno di aggregazione come
quello avvenuto in occasione della manifestazione di Zëmi
buten 2008” svoltasi l’8 dicembre nella sala della
scenografica Rocca di Kruja, una serata organizzata per
degustare il vino nuovo. Questa iniziativa volta a
valorizzare l’antica usanza non solo civitese di aprire le
botti il giorno dell’Immacolata è giunta alla VIII edizione
grazie all’iniziativa proposta dal giovane presidente della
Pro-loco di Civita il dott.Antonluca de Salvo che insieme
ai soci della Pro-loco porta avanti questa
manifestazione,rivolta ai soli produttori civitesi di vini.
Un tempo si festeggiava il vino nuovo dal giorno
dell’Immacolata (detta anche Shën Mëria Butes) fino a
Santa Lucia,oggi tutto ciò è solo nei ricordi degli anziani
i quali raccontano che il vino civitese era tra i più
ricercati della zona, tanto che arrivavano in paese dai
centri limitrofi sui muli (mezzi di trasporto del tempo)per
assaggiare il vino nuovo,augurandosi che fosse buono, per
poter soddisfare anche i palati più raffinati. Civita
insieme a Frascineto, Cassano,Saracena è produttrice di vino
rispondente alla certificazione D.O.C. Durante la serata
alla degustazione di vini si è accompagnata la degustazione
di prodotti tipici locali. La manifestazione patrocinata
dall’UNPLI (Unione Nazionale Pro-loco Italiane)presente il
consigliere regionale Unpli nonché presidente della pro-loco
di Mendicino Umberto Costanzo, dalla Comunità Montana
Italo-Arbëreshe del Pollino, dal Comune di Civita ,dall’
A.I.S (Associazione Italiana Sommeliers)ha visto la
partecipazione di ben 11 produttori civitesi di vino
Fasanella S. ,Rugiano G.,Zaccaro G.,Castellano A., M.D,
Campanella S., Pistocchi G.,Vito M. Bloise M.,Barone V.
D’Agostino V. Dopo un’attenta degustazione da parte della
giuria composta dai sommeliers: Bruni Pietro,Fuoco
Rosario,Greco William,Nicoletti Francesco, sono stati
dichiarati vincitori: Campanella Salvatore Primo posto,Bloise
Mauro secondo posto Mastrota De Salvo terzo posto. Alla
manifestazione di quest’anno i partecipanti hanno potuto
degustare i vini pugliesi delle tenute Albano Carrisi e di
altri vini salentini naturalmente fuori concorso.