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TERRITORIO
Lat :
39°49' N / Long: 16°18' E
Altitudine: m 450 slm
Superfice: Kmq. 27,11
Co-Patrono San Biagio (11 Febbraio) Patrona S. Maria Assunta (15
Agosto)
Diocesi: Eparchia di Lungro
Cattolica di rito greco - bizantino
Distanze da Castrovillari 13 km
dal mare 20 km
dal capoluogo Cosenza 75 km
da Bari 200 km
da Napoli 250 km
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POSIZIONE GEOGRAFICA
Civita
sorge a 450 m. sul livello del mare, su una piccola valle alle falde
della montagnosa catena del Pollino a cui fanno da corona a nord il
Monte Raza Rrëza ( in arbëresh = falda di monte) e ad est la
montagna di Cernostasi. Dal piano del Magazzeno la vista spazia
sulla piana di Sibari fino al Golfo di Taranto. Il territorio di
Civita è ricco di caratteristiche ambientali di rilievo le Gole del
Raganello che hanno inizio nei pressi della sorgente Lamia a quota
720 m. e terminano dopo circa 10 km, nelle vicinanze del Ponte del
Diavolo a quota 226 m. Lungo le suddette gole scorre il fiume
Raganello che prende il nome dall' omonima valle ed è lungo 30km.
Nasce dalla "Grande Porta" del Pollino fra la Serra di Crispo e
Serra delle Ciavole a quota 1800 m. e sfocia nel Mar Ionio, unico
corso d'acqua che attraversa il territorio di Civita. Lungo il suo
percorso raccoglie le acque di numerosi torrenti . Lungo le sponde
del basso corso crescono caratteristici lentischi (Sqine). Come
elemento di caratterizzazione ambientale ricordiamo la strada una
mulattiera che dirige verso Plataci, scavata nella roccia della
Timpa del Demanio ,essa supera il torrente Raganello con l'unica
arcata di Ponte del Diavolo costruita per unire le due pareti che
cadono a picco. Questa è stata in tempi remoti il mezzo di fitti
scambi umani oltre che commerciali, ma anche di aneddoti,
pregiudizi, passi di scherno che danno indicazioni su come dovevano
essere i rapporti esistenti tra questi due paesi cioè la comunità
arbëreshe e quella calabrofona. Per quanto riguarda la vegetazione
nella zona submontana vi sono la quercia (lisi), il pioppo (qupi),
il salice (shelqi), l'acero (qarri), il ginepro (dëllënja), il pruno
selvatico (kumbulla), l'alloro (dhafna), il frassino (frashëri).
Nella zona montana il faggio (fagu) l'abete (bredhi) il pino (pjoku).
IL RAGANELLO
Le
Gole del Raganello, tutte nel comune di Civita, rappresentano di
sicuro una delle emergenze ambientali più degne di essere visitate.
Infatti ,di per se, erano già state incluse nelle Riserve Naturali
dello Stato.
Le Gole si sviluppano tra montagne che sembrano
mettere in atto giochi di equilibrio molto arditi, tra colori
immutabili o varianti secondo la tavolozza, che qui la Natura
mantiene ricca e integra. L'antico "Akalandros" ha scavato senza
sosta per migliaia di anni ed ha consegnato all'uomo la meraviglia
unica del Canyon più spettacolare d'Italia e, forse, d' Europa.
La "forra" del Raganello richiama
nelle sue "Gole Basse" il ricordo delle bolge dantesche,ma allo
stesso tempo offre l'habitat ideale per i grandi rapaci e per piante
tipiche ed uniche, così come offre, per un verso, una vera galleria
di sculture naturali e, per l'altro, pagine aperte alla lettura, tra
gli strati della roccia, della storia della nostra Terra.
La discesa del Raganello
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Le
Gole del Raganello, uno dei Canyon più lunghi e spettacolari
d'Italia, situate nel territorio di Civita, nel cuore del
Pollino, hanno uno sviluppo di 13 km. L'ambiente è
magnifico, soprattutto nella parte bassa, perchè vi si
constata sia l'azione corrosiva dell'acqua, che ha prodotto
capolavori nella pietra, sia l'azione erosiva, che ha creato
strapiombi e verticalità. La discesa integrale richiede una
buona esperienza alpinistica, oltre che abitudine al
torrentismo. Dislivello: 480 m - tempi: 9-10 ore , stagione
ideale: fine estate - materiali: un tiro di corda da 40 m.,
caschi, ecc...Durante il percorso si incontrano tra l'altro:
il Ponte di Pietraponte - la Porta del Canyon - la Forra d'
Ilice - la Conca degli Oleandri - la Frana Ciclopica - Il
Tunnel dei Colombacci - il Ponte del Diavolo, che segna il
termine naturale del percorso sotto l'abitato di Civita. Le
Gole costituiscono l'habitat ideale dei grandi rapaci.
Migliaia sono i "temerari" che ad ogni estate si danno
appuntamento a Civita per una indimenticabile escursione
lungo il corso del Raganello "verso le viscere della Terra".
Ricchissima la bibliografia sull'avventura nel baratro
dell'antico Cilistarno, di memoria achea.
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IL PONTE DEL DIAVOLO
Una
delle principali attrattive del luogo e simbolo del Parco Nazionale
del Pollino, meta ogni anno di migliaia di turisti. Ha un struttura
ad un'unica arcata a dorso d’asino a quota 260 m. sl.m .La leggenda
narra che sia stato lo stesso diavolo a costruirlo ed in effetti era
pratica diffusa nell’antichità attribuire lo stesso l’edificazione
delle cosiddette opere impossibili. Le sue origini si perdono nella
notte dei tempi con certezza è presente nel territorio di Civita dal
Medioevo ma alcuni studiosi ipotizzano una costruzione ancora più
antica dato il suo punto impervio e gli scarsi mezzi di cui si
disponeva a quel tempo alla credenza popolare dovette apparire
impossibile che ad edificarlo fossero stati gli uomini. La leggenda
narra che sarebbe stato un proprietario terriero a chiedere al
Diavolo di edificare un ponte sul torrente,in cambio dell’anima del
primo essere umano che avesse attraversato il ponte. Il Diavolo
accettò e in una notte di temporale edificò il ponte che il mattino
seguente si ergeva in tutta la sua maestosità dei suoi 36 metri. A
quel punto il diavolo si appostò in attesa del primo malcapitato che
attraversasse il ponte,ma l’uomo astuto fece attraversare il ponte
ad una pecora quando il diavolo si rese conto maledisse il ponte e
cercò di distruggerlo ,ma non vi riuscì in quanto l’aveva costruito
troppo bene,fra le risa dell’uomo il diavolo precipitò nel torrente
lasciando dietro di se una nuvola di fumo grigio. Il ponte crollò la
sera del 28 marzo 1998 mentre imperversava un violento temporale
proprio come le notte in cui fu edificato. Dal 25 gennaio 2005 è
tornato a risplendere in tutta la sua maestosità. Di recente è
stata rinvenuta documentazione che attesta che il ponte sarebbe
stato costruito o ricostruito intorno al 1840,da un consorzio di
comuni per permettere di attraversare la voragine del Raganello.
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